Apparsa sul numero 296 de La Ceramica Moderna & Antica del 2017, Architettura onirica è l’opera in refrattario e terracotta decorati con smalti nel 2012.
Clara Garesio nasce a Torino nel 1938. Qui si forma alla Civica Scuola d’Arte Ceramica sotto la guida di W. Corallini. Prosegue gli studi all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica “G. Ballardini” di Faenza, tra il 1952 e il 1957, dove si confronta con docenti come A. Bucci, A. Biancini, G. Liverani, T. Emiliani.
Durante la formazione partecipa a un contesto sperimentale e dinamico. Faenza in quegli anni è un centro importante della ceramica contemporanea. Tra i suoi compagni di corso figurano artisti come H. Hedberg, A. Diato, M. Cargaleiro, Muky, N. Valentini, P. Spagnulo. In questo ambiente definisce un linguaggio personale, che unisce tradizione e modernità. Ottiene riconoscimenti già in ambito scolastico, tra cui il Premio Faenza studenti (1956), il Premio Dalmonte (1955) e il Premio Ballardini (1957).
Nel 1957 torna a Torino, dove lavora con V. Cerrato e alla manifattura VI.BI. Inizia a insegnare presso l’Istituto Statale d’Arte di Isernia, diretto da G. Saturni. Affianca alla didattica una produzione costante. Partecipa con successo a concorsi nazionali come il Premio Faenza, il Premio Marche, la Mostra di Castelli, il Premio Lerici. In questa fase il vaso diventa il centro della sua ricerca, con una progressiva trasformazione verso forme più autonome e scultoree. Sperimenta superfici, smalti e tecniche, tra maioliche decorate e smalti materici a colombino. Lavora anche al design di piastrelle e oggetti d’uso.
Nel 1962 si trasferisce a Napoli. È tra i docenti chiamati per l’apertura dell’Istituto Professionale per la Porcellana “G. Caselli”, diretto da G. Baitello. L’approccio alla porcellana segna una svolta. Lavora sulla tradizione di Capodimonte, con attenzione al dettaglio e al controllo del segno. Partecipa a esposizioni come la Mostra d’Oltremare di Napoli e la Mostra dell’Artigianato di Firenze, dove nel 1966 vince il Primo Premio con un servizio da caffè.
In parallelo sviluppa una produzione autonoma. Realizza rilievi e pannelli ceramici per l’architettura, vetrate artistiche, oggetti in collaborazione con il marito, lo scultore Giuseppe Pirozzi. Collabora con manifatture di Capodimonte e botteghe della Costiera Amalfitana. Porta avanti una ricerca su carta, tela, vetro e ceramica.
Negli anni amplia i materiali e i linguaggi. Nasce il ciclo degli assemblages, realizzati con oggetti trovati e materiali di scarto. Ne derivano opere tra design e arte, come complementi d’arredo, accessori, scarabattole. Un esemplare è oggi al MIAAO di Torino.Dagli anni Novanta si dedica in modo continuativo alla ricerca artistica. Lavora su piccole serie di opere in ceramica: piatti, piastrelle, pannelli traforati, Volti, Mani, Taccuini, Scatole, Nature morte. Realizza installazioni come Mandala, Appunti, Architetture oniriche, Corpi celesti, Fiorire è il fine, Al chiaro di luna.Negli anni Duemila riprende l’insegnamento, su base volontaria, presso la Società Umanitaria di Napoli. Inizia a esporre regolarmente. Ottiene premi e riconoscimenti:
– 2005: 1° Premio Internazionale Terra di Piemonte per l’Arte Ceramica; sala personale alla Mostra di Castellamonte; acquisizione delle opere da parte del MIAAO di Torino.
– 2006: Premio alla carriera “Viaggio attraverso la ceramica”, Museo Cargaleiro di Vietri.
– 2018: cittadinanza onoraria del Comune di Atrani.
Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche, tra cui: MIC Faenza, Museo Duca di Martina di Napoli, Museo di Villa Guariglia di Vietri, Museo di Capua, Deruta, Grottaglie, Ascoli Piceno, MIAAO Torino, Museu da Marioneta di Lisbona, Museo Cargaleiro di Castelo Branco. Nel 2013 l’Unione Europea acquisisce In women’s hands, donato all’ONU e installato al Palais des Nations di Ginevra.Nel 2021 entra a far parte dell’International Academy of Ceramics (IAC).
Clara Garesio vive e lavora a Napoli. La ceramica resta il suo campo espressivo privilegiato, in un continuo equilibrio tra forma, materia e invenzione.