Conca è l’opera di Rosanna Bianchi Piccoli apparsa sulla copertina di D’A n. 79/80 realizzata in edizione limitata nel 1961.
Rosanna Bianchi Piccoli nasce a Milano nel 1929. Dopo gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Brera, dove si forma sotto la guida di maestri come Carlo Carrà e Mauro Reggiani, inizia un percorso artistico e umano segnato da un profondo legame con la materia e da una visione poetica e rigorosa del fare ceramico.
A partire dagli anni Cinquanta, intraprende lunghi viaggi di ricerca in tutta Europa, visitando botteghe artigiane, manifatture, musei e studi d’artista. In questo periodo costruisce un sapere profondo, che intreccia conoscenze tecniche, sensibilità formale e interesse antropologico. Tra il 1957 e il 1963 realizza una vasta indagine sul campo nelle regioni dell’Abruzzo, delle Marche e della Sicilia, documentando le culture ceramiche tradizionali per conto dell’E.N.A.P.I., con uno sguardo partecipe e già pienamente contemporaneo.
Il suo lavoro si sviluppa lungo una traiettoria autonoma, lontana dalle mode ma sempre in dialogo con i grandi movimenti artistici del suo tempo. Le sue opere, spesso riunite in serie tematiche, come Intime Geometrie, Graffiti o Celadon, raccontano un universo di segni, gesti e superfici in cui la ceramica diventa mezzo espressivo e riflessione esistenziale. Il suo approccio, profondamente materico, è animato da una tensione spirituale e cosmologica, che attraversa tutta la sua produzione.
Negli anni Sessanta, il suo studio milanese diventa luogo di confronto e sperimentazione, frequentato da artisti, intellettuali e architetti come Lucio Fontana, Giò e Arnaldo Pomodoro, Dario Fo e Bobo Piccoli, che diventerà suo marito. La sua attività si intensifica anche attraverso la collaborazione con il Laboratorio Sperimentale “Ballardini” di Faenza e la galleria Il Sestante, punto di riferimento per il design e l’artigianato d’autore.
Dagli anni Settanta in poi, la sua ricerca si concentra sempre più su forme essenziali, sacre, raccolte. Nella serie dei Cosmopiatti, iniziata nel 1967 e poi ripresa tra il 2011 e il 2015, l’osservazione scientifica si intreccia a una visione simbolica e poetica del cosmo. Ogni pezzo diventa così un corpo celeste, una mappa interiore, un atto di contemplazione e memoria.
Fino agli ultimi anni di vita, Rosanna Bianchi Piccoli continua a lavorare con intensità e precisione, dedicandosi anche a tecniche come il raku e il kintsugi, in un dialogo costante con la fragilità, la riparazione, la bellezza dell’imperfezione.
Muore a Milano il 14 febbraio 2025, lasciando un’eredità discreta ma potentissima. Il suo lavoro, profondamente coerente, attraversa oltre settant’anni di storia italiana e internazionale, con una voce unica, radicata nella materia e sospesa tra tradizione e visione.