Franco Bucci, Teiere E (3 pezzi), gres porcellanato, 1999, H cm 8×12 – H cm 6×14 – H cm 10×16.
Nato il 7 marzo 1933 a Colbordolo di Pesaro, Franco Bucci si forma presso l’Istituto d’Arte Ferruccio Mengaroni di Pesaro, dove nel 1953 consegue il diploma di Maestro d’Arte nella sezione metalli. L’anno successivo inizia a insegnare smalti su metallo nello stesso istituto, incarico che mantiene fino al 1968.
Nel 1954 fonda, insieme a Paolo Sgarzini e Vladimiro Vannini, il gruppo Mastro 3, uno dei primi atelier italiani dedicati alla produzione di oggetti in rame smaltato. Al gruppo si unisce successivamente anche Aldo Jacomucci. In questo periodo ottiene i primi riconoscimenti personali e avvia significative collaborazioni con importanti artisti del panorama italiano, tra cui l’architetto Ettore Sottsass e lo scultore Arnaldo Pomodoro.
Nel 1961 dà vita, con Giovan Battista (Nanni) Valentini, Filippo Doppioni e Roberto Pieraccini, al Laboratorio Pesaro, centro artigianale specializzato nella ceramica e nel rame smaltato. Nel 1964 e nel 1965 si aggiudica due concorsi internazionali per la realizzazione di pannelli in rame smaltato destinati alla Banca Nazionale del Guatemala e al Credito Ipotecario di Città del Guatemala.
Nel 1970 assume l’incarico di designer presso l’industria ceramica Villeroy & Boch di Mettlach, in Germania, affiancato dall’amico ceramista e designer fiorentino Federigo Fabbrini. Due anni più tardi inizia a collaborare con il Gruppo Ceramiche Iris, dove conosce Gianni Sassi, art director del gruppo. Da questa amicizia nascono numerosi progetti, tra cui I piatti della poesia (1988), un’edizione limitata di piatti con poesie impresse, realizzata con la partecipazione di esponenti della letteratura, della musica e dell’arte d’avanguardia, tra cui Nanni Balestrini, John Cage, Juan Hidalgo, Jean-Jacques Lebel, Walter Marchetti, Antonio Porta e Luigi Ballerini. Quest’ultimo contribuisce con un piatto inedito, decorato da un disegno di Eliseo Mattiacci.
Nel 1981 è coautore, insieme a Paolo Volponi, Franco Martelli e Mauro Tamburini, del volume Fratterosa, dedicato alla storia della produzione ceramica popolare di questo piccolo centro in provincia di Pesaro e Urbino. Nel 1987 avvia una nuova fase di ricerca tecnico-artistica per la produzione di grandi lastre ceramiche monolitiche, fino a due metri per uno, realizzate con un impasto da lui stesso ideato e brevettato con il nome di Ipergrès Monolite, ottenendo risultati di assoluta originalità nel panorama internazionale.
Nel 1998 apre a Cattabrighe, nei pressi di Pesaro, Atelier Franco Bucci, un laboratorio con punto vendita dedicato alla produzione di pezzi unici e piccole serie in ceramica e altri materiali. Due anni dopo, nel 2000, sviluppa Stonefire, un innovativo impasto ceramico resistente alla fiamma e agli shock termici, con cui realizza una linea di pentole e bollitori. Parallelamente, avvia una ricerca sulla porcellana, creando piccole tessere decorate a graffito, pennello o decalcomania, utilizzate per la composizione di mosaici.
Nel 2001 realizza il Museo delle terrecotte di Fratterosa, allestito all’interno dell’ex convento di Santa Vittoria, affiancato da una scuola di ceramica, con l’obiettivo di tutelare e rilanciare le radici della produzione ceramica locale. Nel 2002, da alcune conversazioni con Franco Bertoni, studioso del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, nasce l’idea di un volume monografico, pubblicato postumo nel 2004 con il titolo Franco Bucci in conversazione con Franco Bertoni.
Franco Bucci si spegne il 4 maggio 2002, all’età di 69 anni, lasciando un’eredità artistica profonda e innovativa, ancora oggi punto di riferimento per il design e l’artigianato ceramico contemporaneo.